Inizia qui la pubblicazione di un avvincente romanzo scritto a quattro mani, i cui autori verranno svelati solamente alla fine della pubblicazione. Non è solo un romanzo…ma non vi svelo altro…

PREFAZIONE

Il Deserto ” è in realtà un tempo prima che un luogo; è il tempo della verità, che arriva, per qualcuno, quando sente l’urgenza improcrastinabile di fare i conti con se stesso e allora senza sovrastrutture e orpelli intraprende un viaggio alla ricerca della propria vera identità. E’ il tempo nel quale si aprono porte chiuse e si spalancano quelle  socchiuse, è il tempo nel quale non sono ammessi sconti nè scuse alle proprie colpe. E’ il tempo per imparare  ad accettarsi e amarsi per quelli che siamo con il desiderio di diventare esseri umani migliori e più autentici, a qualunque costo e sopportandone le conseguenze. Niente nella vita è gratuito ma ad un certo punto diventa importante pagare  il prezzo per la libertà; la libertà di essere chi siamo.

Il viaggio inizia solo quando  si sente la necessità di rispondere con sincerità a due domande: che persona voglio essere e cosa voglio fare della mia vita…

Difficilmente si intraprende un simile viaggio da giovani o giovanissimi perchè, per avere il passaporto si devono fare degli errori, quelli che, se capitalizzati,  ti rilasciano il visto per partire, per immergerti in questa nuova e  più importante avventura della vita. Si può iniziare ad una sola condizione: quella di gettare la maschera, non solo quella che indossiamo quando usciamo di casa ma anche quella che usiamo per calarci in quel personaggio che, pur non essendo reale, ci protegge, ci scherma e ci propone non tanto come siamo ma  come vorremmo essere o come crediamo che gli altri ci vogliano.

Il deserto è in ogni luogo del pianeta, ma soprattutto è dentro di noi.

Tutti sappiamo che esiste , magari qualcuno si è anche spinto ai margini, ma non ha avuto il coraggio di attraversarlo, e si è riconsegnato alla sua falsa identità.

Molta gente impiega una vita a costruirsi un’ immagine dalle  mille sfaccettature  ma può succedere che un giorno quelle stesse persone guardandosi allo specchio, sentano il peso di quell’immagine e il richiamo del calore del deserto. Alcuni decideranno di attraversarlo, buttando giù la maschera; e inizierà per loro qualcosa di veramente speciale. Sentiranno il bisogno di fare un patto, un voto, un giuramento: “semper fidelis” , ma la patria, l’ideale al quale giurare eterna fedeltà  altro non è che la propria vita.

La prima impressione quando ci si trova nel deserto è un senso di vuoto, di infinito, che al tempo stesso attira e terrorizza. Si sa che il deserto è difficile, amico e nemico, caldo e freddo, sconosciuto e inquietante. Non è un viaggio per tutti. Solo pochissime persone sanno veramente attraversarlo e lasciarsi alle spalle quegli schemi che per tutta una vita gli hanno permesso di navigare da un porto sicuro all’altro con il mare in bonaccia. In pochi affrontano la burrasca senza sapere se e come ne usciranno.

All’inizio del viaggio si è soli, necessariamente soli, senza mezzi, senza compagnia, senza nessuno. Non è vero che si nasce soli e si muore soli. Dalla nascita alla morte, per una persona che desideri vivere davvero e capire  il senso del viaggio, le situazioni nelle quali essere soli sono moltissime. La direzione non esiste; non esiste nessun navigatore che trovi la destinazione e calcoli il tempo necessario per raggiungere la mèta.

Nel  lungo viaggio il viandante arriverà a un’Oasi; si ritemprerà e un passante benevolo gli regalerà un cammello. Da quel momento non sarà più solo.

Il cammello lo indirizzerà per la giusta via, lo proteggerà dalle tempeste di sabbia e lo aiuterà, anche in quell’immenso mare di nulla, a trovare minuscoli pozzi d’acqua.

Presto capirà che il deserto è pieno di tante cose che, giorno dopo giorno, inizierà ad apprezzare.

Pensa alla vita che si è lasciato alle spalle e sente una leggera nostalgia, ma adesso ha una nuova e più importante un’opportunità: può giocare a rinascere.

I personaggi di questo libro non sono due eroi ma due persone che hanno cercato e trovato il loro deserto, lo hanno attraversato e hanno scoperto un nuovo mondo o forse solo un nuovo modo…di vivere.

Possiamo dire che il racconto è un sogno ma anche una possibilità e soprattutto è un invito da parte di chi ha osato sognare e affrontare il deserto a non averne paura e magari ad iniziare, appena terminata la lettura, a percorrere il proprio deserto.

Buona lettura…

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