L’Uomo e il Coronavirus

Oggi, 25 Marzo 2020 siamo in pieno isolamento. Preferisco chiamarlo così ed evitare definizioni quali arresti domiciliari, sequestro ecc…perchè per me hanno il sapore della violenza.

Non è una situazione facile, credo per nessuno. La libertà è un valore fondamentale per l’essere umano, tutelata  dalla nostra Costituzione. E’ per la libertà che le persone nella storia hanno spesso combattuto e perso la vita. Tuttavia esistono ragioni che vanno oltre le libertà individuali , che ammettono in alcuni casi, la loro compressione, purché sia temporanea, motivata e adottata nel rispetto delle modalità di attuazione.  Di questo ne parlano diversi articoli della Costituzione:

art. 16  Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche

art. 17 I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica.

art. 32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Ora,  da questi articoli in particolare si evincono alcuni concetti base:

  1. la libertà è inviolabile e tutelata quale valore fondamentale della nostra democrazia tuttavia vi sono alcuni casi eccezionali che prevedono la sua legittima limitazione ( ecco perchè non si deve parlare di arresti domiciliari )
  2. per poter limitare le libertà individuali devono appunto intervenire motivazione di salute pubblica, di eccezionalità, come ciò che sta accadendo ora…
  3. la libertà può essere compressa solo per un tempo limitato e attraverso atti  ben precisi quindi secondo regole tassative previste dalla stessa carta Costituzionale. Forse questa emergenza non ha seguito l’iter previsto e predisposto in astratto, forse anche perchè , da quando è stata emanata la Costituzione, non si è mai nemmeno ipotizzata una situazione come quella odierna che ha colto più o meno tutti assolutamente impreparati. Ma non è a rischio la democrazia come qualcuno nei media e nei social cerca di farci credere. Non stiamo scivolando verso la tirannia o la dittatura.
    L’unica dittatura attuale è quella del Coronavirus ; forse però anche lui può gettare le armi se stiamo lucidi, calmi e razionali, se non gli permettiamo di logorarci i nervi e di cedere.

Non penso che questo sia il tempo delle polemiche, delle gare a chi grida più forte la propria ( più o meno competente )  indignazione.

Ritengo che oggi sia il tempo del sacrificio comune  per far sì che questo isolamento duri meno possibile, oggi è il tempo  della responsabilità individuale e collettiva.

Ritengo che oggi sia il tempo per chi sta al comando per adottare misure estreme non solo per privarci della libertà ma anche per sollevarci dai problemi oggettivi ed economici che inevitabilmente travolgono tutto il Paese. Non si possono chiedere sacrifici così grandi, pur giustificati, senza il necessario e doveroso sostegno immediato della Politica. Le persone già soffrono nella restrizione , quindi devono, dobbiamo, tutti, avere la certezza immediata di provvedimenti seri di sostegno. Non bordini allungati che rischiano di inasprire le tensioni individuali e sociali in una situazione già molto complessa e difficile.

Ritengo che non si debbano sottovalutare i problemi personali , di salute,  non solo fisica ma anche mentale delle persone che in una situazione di isolamento come quella attuale possono slatentizzare malattie, disagi fino a compromettere seriamente la loro vita e quella di chi gli sta intorno. Non è un momento di vacanza ma di vicinanza forzata e non sempre questo fa uscire il meglio di noi, soprattutto per chi, già prima del Coronavirus, aveva una situazione familiare difficile o precaria , per non pensare poi ai casi di violenza domestica che credo siano tutt’altro che evaporati.

Ritengo poco saggio e lungimirante da parte di giornalisti e trasmissioni alimentare le ansia,  il panico, enfatizzando con toni e parole una situazione già ad alta tensione. E’ solo con  lucidità ed equilibrio che si possono risolvere i problemi e trovare soluzioni efficaci. Pensiamo ai chirurghi in sala operatoria. Non sempre gli interventi si svolgono in scioltezza, a volte accade l’imprevisto e si deve gestire. Intervistai un cardiochirurgo in proposito. Il sangue freddo, la competenza e l’equilibrio oltre che il lavoro di squadra permettono di affrontare il problema sopravvenuto al meglio con la maggior probabilità di risolvere l’imprevisto. Se nel momento in cui qualcosa di eccezionale si presenta, cominciassero, in sala operatoria, a litigare tra loro dandosi colpe e attribuendosi responsabilità il paziente nel frattempo morirebbe. E’ proprio nelle situazioni difficili che occorre avere calma e lucidità.  Quindi abbassare i toni ritengo sia necessario proprio al fine di giungere a soluzioni costruttive per tutti e se chi ci Governa non si mostrerà adeguato ci sarà il tempo per sostituirlo con persone che il Popolo riterrà più idonee sperando la prossima volta di valutare le persone in base alle loro autentiche competenze e non ai proclami urlati che anziché al cervello hanno parlato alla pancia.

Ritengo infine che per il futuro si guardi alla Sanità e ai medici con occhi diversi, con una diversa considerazione sia in termini economici che di apprezzamento. Io collaboro con dei medici da anni e molto frequentemente ho raccolto il loro scoramento sia per i tagli alla spesa che per il disprezzo a volte di dirigenti, pazienti e parenti. Non sono eroi oggi più di quanto lo fossero ieri o meglio non lo sono oggi né lo erano ieri. Si tratta “solo” di persone che, per scelte, fanno cose che ci servono, che salvano le vite e sono fondamentali per la nostra società. Come un militare che combattendo per il proprio Paese perde la vita. E’ la loro missione. La loro scelta. Medici e militari hanno deciso e giurato di rispondere “Presente”, ogni volta che la situazione lo avrebbe richiesto.  Tutti perfetti? No, come nessuno di noi , sono pur sempre esseri umani con i loro limiti e i loro problemi ma sicuramente non devono essere apprezzati solo nel momento del bisogno o dell’emergenza.

Speriamo davvero che questo triste momento passi presto  e lasci in eredità solo lezioni di vita per migliorarci e per migliorare tutti insieme la nostra società. Nel frattempo il mio invito una volta di più è alla calma, alla pacatezza e alla lucidità.

 

 

Written by barbaraprampolini